Come migliorare la qualità dei lead Facebook inviando gli esiti delle chiamate con Conversion API

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Se fai chiamate di vendita e investi anche in campagne lead Facebook e Instagram per acquisire nuovi contatti, probabilmente ti sarà capitato di fare sempre la stessa riflessione. Ogni giorno arrivano nuovi lead, gli operatori iniziano a lavorarli e, dopo qualche settimana, hai la sensazione che una parte di quei contatti non fosse realmente interessata. C’è chi non risponde al telefono, chi chiede informazioni senza alcuna intenzione di acquistare e chi, semplicemente, ha compilato un modulo con superficialità.

A quel punto è naturale chiedersi dove sia il problema. Il pubblico scelto non è quello giusto? Le inserzioni non funzionano? Oppure i moduli di Facebook portano inevitabilmente contatti di bassa qualità? Sono dubbi che ascoltiamo spesso durante le demo di crm4. Uno dei commenti più frequenti è questo:

“Chi mi lascia un nominativo su Facebook me lo lascia tanto per lasciarmelo.”

È una frase che descrive perfettamente la frustrazione di molte attività che fanno lead generation e poi chiamano i contatti generati. Si investe tempo per creare campagne efficaci, si aumenta il budget, si testano nuove creatività, ma la qualità dei contatti continua a non soddisfare le aspettative. In realtà, nella maggior parte dei casi, il problema non è la campagna in sé, il vero limite è che non conosci le funzionalità avanzate di Meta.

Meta non conosce il risultato delle tue telefonate

Quando un utente compila un modulo Facebook o Instagram, Meta registra quell’azione come una conversione. Da quel momento, però, tutto ciò che accade dopo esce completamente dal suo campo visivo.

L’algoritmo non sa se il tuo operatore è riuscito a parlare con quel contatto, se la conversazione ha confermato un reale interesse, se è stato fissato un appuntamento oppure se il lead si è rivelato completamente fuori target.

Per un call center, invece, sono proprio queste informazioni a fare la differenza. Una telefonata permette di capire molto più di un semplice modulo compilato. L’operatore scopre se il contatto è realmente interessato, se ha il budget necessario, se sta valutando altre offerte oppure se ha lasciato i propri dati quasi per curiosità. Tutti elementi fondamentali per valutare la qualità di un lead, ma che, nella maggior parte delle configurazioni tradizionali, rimangono all’interno del CRM e non vengono mai condivisi con Meta. Di conseguenza, l’algoritmo continua a prendere decisioni basandosi sull’unica informazione che possiede: il fatto che una persona abbia compilato un modulo. È qui che nasce il vero problema: continuare a ottimizzare solo sui moduli compilati è un limite. Ecco perché devi iniziare a usare le Conversioni Avanzate di Meta per inviare gli eventi offline.

Immagina due persone che compilano la stessa inserzione. La prima risponde subito alla telefonata dell’operatore, ascolta la proposta e fissa un appuntamento. La seconda non risponde mai oppure dichiara immediatamente di non essere interessata. Per il tuo team commerciale la differenza è enorme. Il primo è un contatto che può trasformarsi in un cliente, il secondo ha semplicemente occupato tempo operativo senza produrre alcun risultato. Per Meta, invece, quei due utenti possono avere praticamente lo stesso valore, perché entrambi hanno completato il modulo.

È un limite che molte aziende non prendono in considerazione. Si concentrano sulle metriche pubblicitarie, osservano il costo per lead, il numero di moduli ricevuti o il CTR delle campagne, ma trascurano il dato che conta davvero: quanti di quei contatti si trasformano in appuntamenti, eppure è proprio lì che si misura il ritorno dell’investimento.

Perché i tuoi lead costano tanto

Come ci ha raccontato un altro prospect durante una demo, “Mi ero stancato di andare a sbattere la testa sui report di Meta. Un lead che costa 5 euro te lo fa passare 15.” È un’osservazione molto interessante, perché mette in evidenza un aspetto spesso sottovalutato. Il costo di un lead non coincide con il suo valore reale. Ogni contatto che non risponde, che richiede più tentativi di chiamata o che si rivela completamente fuori target genera un costo operativo che si somma al costo pubblicitario iniziale.

In altre parole, il vero investimento non termina quando il modulo viene compilato, continua durante tutta la lavorazione del lead. Un’altra strategia errata consiste nel pensare che più lead si ottengono meglio sia. In realtà, il punto non è ottenere più lead, ma ricevere lead migliori.

Ricevere cento moduli in più serve a poco se la maggior parte di quei contatti non risponde al telefono oppure non ha alcuna intenzione di fissare un appuntamento. Molto più utile è ricevere un numero inferiore di lead, ma con una probabilità più alta di trasformarsi in una trattativa reale. Non conta soltanto quanti contatti entrano nel gestionale, ma ciò che succede dopo il loro ingresso.

Nelle tue analisi, cerca di farti le domande giuste: rispondono alle telefonate? Accettano un richiamo? Fissano un appuntamento? Diventano clienti?

Sono queste le informazioni che permettono di capire se una campagna sta davvero producendo valore. Ma il problema è che, se Meta non riceve questi dati, non ha alcun modo per imparare quali caratteristiche accomunano i contatti migliori. Continuerà quindi a cercare persone simili a chi compila un modulo, non necessariamente a chi conclude il percorso commerciale.

Come ottenere lead in target e abbassare il costo per lead

Negli ultimi anni Meta ha introdotto una modalità che permette di superare questo limite. Attraverso la Conversions API, infatti, è possibile comunicare all’algoritmo cosa accade ai contatti anche dopo la compilazione del modulo, inviando gli eventi che descrivono l’avanzamento del lead lungo il processo di vendita.

È proprio questo il principio su cui si basa Lead Flow, l’integrazione sviluppata da crm4.

Invece di fermarsi all’acquisizione del contatto, la piattaforma continua ad aggiornare Meta sugli esiti delle telefonate e sulle fasi più importanti della trattativa. In questo modo l’algoritmo non si limita più a vedere un semplice modulo compilato, ma inizia a distinguere quali lead si trasformano realmente in appuntamenti. Ed è qui che cambia completamente il modo in cui le campagne imparano a trovare nuovi potenziali clienti.

Come crm4 comunica a Meta gli esiti delle tue chiamate

Per risolvere questo problema non basta collegare un CRM a Meta. È necessario lavorare con le Conversion API ( CAPI) Solamente in questo modo crm4 e Meta possono interfacciarsi in modo proficuo. 

Esempio pratico

Un utente vede una tua inserzione su Facebook, compila il modulo e i suoi dati arrivano automaticamente in crm4, attraverso l’integrazione crm4 Lead Flow. Da questo momento il lead entra nel normale flusso operativo del call center. L’operatore lo contatta, raccoglie informazioni, registra l’esito della telefonata e aggiorna la scheda del contatto come farebbe ogni giorno.

La differenza è che queste informazioni non restano più chiuse all’interno del CRM.

Se durante la telefonata emerge un reale interesse e viene programmato un richiamo importante, crm4 comunica automaticamente questo avanzamento anche a Meta. Se invece la trattativa procede e viene fissato un appuntamento, viene inviato un ulteriore aggiornamento.

In questo modo l’algoritmo non vede più soltanto il momento in cui il modulo è stato compilato, ma inizia a conoscere anche ciò che è successo dopo. È proprio questa continuità tra attività del call center e piattaforma pubblicitaria a permettere a Meta di comprendere quali contatti hanno maggiori probabilità di trasformarsi in opportunità commerciali.

Quali informazioni vengono inviate a Meta

L’integrazione segue lo standard ufficiale previsto da Meta per le Conversion Leads.

Durante il percorso del lead vengono inviati tre eventi principali, ciascuno associato a una fase diversa della trattativa.

Il primo è initial_lead e viene trasmesso quando il contatto entra in crm4.

Il secondo è qualified_lead e rappresenta un lead che, dopo la telefonata, ha dimostrato un interesse concreto ed è stato qualificato secondo il processo commerciale dell’azienda.

Infine viene inviato l’evento Schedule, che corrisponde alla fissazione di un appuntamento.

Un’informazione utile anche per il tuo budget pubblicitario

Secondo i dati ufficiali pubblicati da Meta, le campagne che utilizzano l’obiettivo Conversion API (CAPI) insieme all’integrazione con il CRM registrano, in media, un costo per lead qualificato inferiore del 21% e un incremento del 44% del tasso di conversione da lead a lead qualificato rispetto alle campagne basate esclusivamente sui moduli standard.

Naturalmente questi valori rappresentano una media e possono variare in base al settore, al pubblico e alla qualità delle campagne. Tuttavia evidenziano un concetto molto importante: quando Meta riceve informazioni più vicine all’obiettivo finale dell’azienda, è in grado di prendere decisioni più consapevoli durante la distribuzione delle inserzioni.

I dati personali sono protetti

Quando si parla di integrazioni tra CRM e piattaforme pubblicitarie, uno degli aspetti che suscita più domande riguarda inevitabilmente la gestione dei dati.

Anche sotto questo profilo Meta ha definito uno standard preciso. Le informazioni utilizzate per riconoscere il contatto, come nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono e altri dati anagrafici, vengono inviate in forma hashata, cioè trasformate attraverso un processo di cifratura che impedisce la trasmissione dei dati in chiaro.

È uno standard previsto dalla documentazione ufficiale della Conversions API e rappresenta oggi il metodo supportato da Meta per questo tipo di integrazione.

Non solo Lead Ads

Anche se lavori abitualmente a liste di contatti e vuoi iniziare a fare lead generation con Meta, puoi iniziare a preparare il tuo lavoro così da trovarti avvantaggiato nella gestione strategica delle campagne. Ogni telefonata rappresenta, infatti, una fonte di informazioni preziose. Se un operatore registra correttamente gli esiti delle chiamate e crm4 li comunica a Meta, l’algoritmo inizia progressivamente a riconoscere quali caratteristiche accomunano i contatti che diventano appuntamenti o clienti. Questo significa che ogni campagna contribuisce ad “allenare” quelle successive.

È un approccio completamente diverso rispetto a quello tradizionale. Invece di valutare una campagna esclusivamente in base al numero di moduli raccolti, inizi a costruire un patrimonio di dati che rende sempre più significativo il dialogo tra il tuo call center e l’algoritmo di Meta.

Con crm4 Meta continua a imparare anche dopo la compilazione del modulo

Ogni lead racconta una storia che non termina quando viene compilato un form.

Con l’integrazione tra crm4 e Meta, queste informazioni non rimangono più isolate all’interno del CRM. Diventano parte di un processo che permette all’algoritmo di conoscere meglio il percorso dei tuoi lead e di utilizzare questi segnali per orientare le campagne future.

Se oggi utilizzi Meta Ads per acquisire nuovi contatti e vuoi fare in modo che le tue campagne tengano conto anche di ciò che accade dopo la compilazione del modulo, il team crm4 può configurare uno scenario personalizzato in base al tuo processo di vendita, come, ad esempio, un messaggio su WhatsApp. 

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