Registro delle Opposizioni e consenso, quando puoi chiamare un numero iscritto.

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Quando si parla di Registro delle Opposizioni, una delle domande più frequenti è: “Se una persona è iscritta all’ RPO, posso chiamarla oppure no?”

La risposta non è semplicemente sì o no.

Il motivo è che consenso e iscrizione al Registro non sono due informazioni da considerare separatamente. Bisogna capire quando è stato dato il consenso, quando la persona si è iscritta all’ RPO o ha rinnovato la propria iscrizione e quando è stata effettuata l’ultima verifica del Registro. Ed è proprio qui che nascono gli errori: c’è chi pensa che un consenso recente permetta sempre di chiamare e chi, al contrario, considera intoccabile qualsiasi numero iscritto al RPO. In questo articolo ti illustreremo le modalità di contatto attraverso la verifica all’RPO.

Cos’è il Registro Pubblico delle Opposizioni?

Il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO) è il servizio pubblico che consente di opporsi alle chiamate di telemarketing e alla pubblicità cartacea nominativa. Per chi effettua attività di telemarketing, il Registro è uno strumento fondamentale per verificare le numerazioni presenti nelle liste prima di utilizzarle nelle campagne. Il registro telefonico riguarda i numeri nazionali, sia fissi sia mobili, presenti o meno negli elenchi pubblici.

Cosa succede al consenso quando una persona si iscrive all’ RPO?

L’iscrizione al Registro revoca i consensi telefonici che la persona aveva espresso prima dell’iscrizione o dell’ultimo rinnovo, salvo i casi previsti per i rapporti contrattuali in essere o cessati da non più di 30 giorni.

Diverso è il caso di un consenso espresso dopo l’iscrizione o l’ultimo rinnovo: quel consenso può essere utilizzato per il telemarketing, nel rispetto delle altre condizioni previste.

Facciamo un esempio.

  • Il 10 marzo Laura compila una landing page e dà il consenso a essere contattata telefonicamente.
  • Il 2 maggio iscrive il proprio numero al Registro delle Opposizioni.
  • Il consenso raccolto il 10 marzo viene revocato dall’iscrizione al RPO e quindi non può più essere utilizzato per chiamarla.
  • Se invece Laura presta un nuovo consenso il 20 giugno, questo è successivo all’iscrizione e può rendere nuovamente possibile il contatto telefonico.

Non basta sapere quando è stato dato il consenso

Qui c’è un’altra distinzione importante. La data del consenso e la data dell’ultima verifica RPO non indicano la stessa cosa.

Per capire se un consenso può essere utilizzato, devi confrontarlo con la data dell’iscrizione o dell’ultimo rinnovo del numero al Registro. La verifica dell’ RPO, invece, ha una validità propria: per il registro telefonico la consultazione vale 15 giorni. Per questo un consenso successivo all’iscrizione non ti esonera dal verificare nuovamente il numero.

Un esempio concreto

Immaginiamo che il consenso sia stato raccolto il 10 giugno e che l’ultimo rinnovo del numero al RPO sia del 2 giugno.

Il consenso è successivo al rinnovo, quindi può essere utilizzabile.

Ma se quel numero è stato verificato sull’ RPO il 1° maggio, la verifica non è più valida per una nuova campagna perché sono trascorsi più di 15 giorni.

Per questo non devi confondere due domande diverse: “Il consenso è successivo all’iscrizione?” e “La verifica RPO è ancora valida?” sono entrambe necessarie.

Perché il consenso non esonera dalla verifica del RPO?

Questo è uno dei punti più importanti dell’intero argomento. Anche se una persona ha dato un consenso dopo essersi iscritta al Registro, il numero deve comunque essere verificato sull’ RPO secondo le regole previste. La consultazione deve essere effettuata mensilmente e comunque prima di ogni campagna promozionale; per il registro telefonico la verifica restituita ha una validità di 15 giorni. C’è un altro aspetto da non sottovalutare: non basta avere un consenso generico al marketing per superare l’opposizione espressa attraverso il Registro.

Il consenso deve essere riferito in modo chiaro alla finalità per cui viene utilizzato.

Il caso Energia Pulita

Nel caso Energia Pulita, il Garante ha evidenziato il problema dei consensi troppo generici, cioè formulati senza permettere alla persona di capire o scegliere con sufficiente precisione per quali categorie di offerte commerciali desiderava essere contattata. Un consenso così ampio non è stato ritenuto sufficiente a superare l’opposizione espressa tramite il RPO.

Se consenso e iscrizione all’ RPO hanno la stessa data?

È un caso particolare che richiede attenzione. La consultazione dell’ RPO riporta la data dell’iscrizione o dell’ultimo rinnovo, ma non l’orario. Se anche il consenso risulta raccolto nello stesso giorno, non è quindi possibile dimostrare quale dei due eventi sia avvenuto prima. In una situazione del genere, per prudenza è opportuno non effettuare la chiamata. È una raccomandazione prudenziale, non un obbligo specificamente previsto dalla norma.

Un numero iscritto all’ RPO si può chiamare?

La risposta dipende dalla storia di quel numero.

Se il numero è iscritto al Registro e il consenso è precedente all’iscrizione o all’ultimo rinnovo, quel consenso non è utilizzabile.

Se invece esiste un consenso successivo all’iscrizione o all’ultimo rinnovo, il contatto può essere richiamabile, ma resta necessario verificare il numero sull’ RPO, salvo le specifiche eccezioni previste per i rapporti contrattuali. Il punto, quindi, non è semplicemente sapere se il numero “è nell’ RPO”. Bisogna ricostruire la sequenza degli eventi.

Prima di una campagna, cosa devi controllare?

Prima di utilizzare una lista, devi sapere quando è stato raccolto il consenso, per quale finalità e se il numero è stato successivamente iscritto o rinnovato all’ RPO. Allo stesso tempo, devi sapere quando è stata effettuata l’ultima verifica del Registro. Solo mettendo insieme queste informazioni puoi capire se quel contatto è realmente utilizzabile nella campagna.

Un nuovo consenso può essere raccolto in molti modi

Ottenere un nuovo consenso non è necessariamente complicato. Una persona può esprimerlo, ad esempio, compilando un form online, registrandosi a un servizio o scaricando un’app, aderendo a un programma tramite una carta fedeltà o compilando un modulo per ricevere informazioni e vantaggi commerciali.

Questo significa che anche una persona già iscritta al Registro delle Opposizioni può successivamente manifestare una nuova volontà, purché il consenso venga raccolto in modo corretto, per una finalità specifica e attraverso una formula chiara. Non è quindi il semplice fatto di aver compilato un modulo, scaricato un’app o sottoscritto una carta fedeltà a costituire automaticamente un consenso al telemarketing: deve esserci una precisa manifestazione di volontà per quella finalità.

Come gestire la verifica RPO con crm4

Con crm4 è disponibile la verifica RPO integrata su liste e campagne.

Il cliente deve comunque essere regolarmente iscritto all’ RPO e svolgere le consultazioni previste. L’integrazione permette di inserire il controllo direttamente nel processo di gestione delle liste e delle campagne, individuando i contatti presenti nel Registro e disabilitandoli automaticamente per evitare che vengano chiamati. In questo modo non è il cliente a dover pulire le liste e importarle, ma la pulizia è avvenuta automaticamente, risparmiando tempo nella verifica.

In sintesi

Quando un numero è iscritto al Registro delle Opposizioni, non basta guardare la sola iscrizione. Devi verificare quando è stato dato il consenso rispetto all’iscrizione o all’ultimo rinnovo e devi controllare che la verifica RPO sia ancora valida. Un consenso successivo può essere utilizzabile, ma non sostituisce la verifica del Registro. Per questo, prima di una campagna, la domanda giusta non è soltanto “ho il consenso?”, ma: “Quando è stato dato il consenso, quando è stato iscritto il numero al RPO e quando l’ho verificato l’ultima volta?”

È da queste tre informazioni che parte una gestione corretta della lista.

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